VBAC a Tricase _ (di Angela)

Ho iniziato ad informarmi sul vbac mentre perderevo le speranze che il mio primogenito podalico si girasse. Non volevo proprio rinunciare a una famiglia numerosa…
Tutto ciò che apprendevo , e un  buon allattamento ,mi hanno permesso di riacquistare fiducia in me e guarire presto dalla “cicatrice”…era ancora tutto nelle mie mani…
Tanto avevo letto su di lei che conoscevo Rosaria Santoro prima ancora di conoscerla ed ero certa che lei sarebbe stata la strada!
All’inizio mi ha comunque seguita una ginecologa di Lecce,volevo accertarmi  della salute della mia creatura e,anche se nel mio cuore ho sempre creduto di farcela, conoscevo le indicazioni assolute al cesareo e,se si fossero presentate le avrei dovute accettare. La dottoressa mi ha assecondata ,la pensava come me ma mi sconsigliava lei stessa il suo ospedale indicandomi da subito Tricase o ,in alternativa, un arrivo in estremis al V.Fazzi nel momento in cui non si potesse più tornare indietro.
Ho conosciuto Rosaria, mi sentivo sicura e serena e l’idea del parto in casa mi allettava ma non volevo programmare niente, non volevo illudermi, tutto poteva ancora accadere.
Intanto ho visitato Tricase dove ero perfettamente concorde con il primario ma cosciente della negatività “ da parte di molteosteriche data, probabilmente, dalla poca esperienza sui vbac
Un travaglio attivo, repentino e inaspettato rottura prematura delle membrane in casa, da sola, per la prima volta mi hanno fatto avere paura per la mia salute… e sono corsa all’ospedale di Tricase.
Lecce era più vicino ma sapevo della loro poca velocità incondizioni di emergenza  quindi avrei sicuramente subilto un cesareo a prescindere e non avrei neanche avuto senza sicurezza per me.
Arrivata lì,a 7cm, è stato un attimo… con 2 spinte la mia bimba di 3.650 per 51 cm è nata…
Si…ho  subito l’episiotomia che volevo evitare,non è stato effettuato il clampaggio ritardato…. ma era nata da me,con me e con suo padre. Mio marito è stata mia forza e mia luce…lì come in tutto il percorso,appoggiandomi e incoraggiandomi sempre…senza di lui non sarei riuscita…
e senza quel briciolo di fortuna che mi ha fatto incontrare una dottoressa e un’osterica di guardia che mi hanno comunque incoraggiata, medicalizzata si ma non ostacolata, trattandomi veramente come una qualunque primipara!
Non è andata esattamente come avrei desiderato per la mia bimba, in casa avrebbe avuto sicuramente una nascita migliore, una buona nascita… ma per me, forse, è stato meglio così. 
A parte i punti,l’anemia e i piccoli inconvenienti mi sentivo forte, felice e mamma… una sensazione completamente opposta rispetto alla nascita programmata della prima volta; anche pensando di aver superato bene la mia cicatrice ora posso veramente chiudere quella brutta storia… magari sognando un parto migliore per la prossima volta.

Nessun commento:

Posta un commento