Giacomo: una nascita indisturbata _ (di Simona)

La mia prima figlia è nata tramite un taglio cesareo inutile nel giugno del 2010. E' stata una nascita che ha lasciato dentro di me un vuoto enorme, un dolore sordo che solo col tempo e 19 mesi di allattamento siamo riuscite a risanare piano piano. A pochi giorni dalla nascita di Rachele sapevo che mai e poi mai avrei voluto rivivere una nascita così..e mi sono messa alla ricerca della strada che in seguito ho intrapreso grazie al fondamentale sostegno del forum Parto Naturale e della mia ostetrica. Questo racconto è per tutte le mamme, che possano ritornare a credere nelle loro capacità di Donne. Ma soprattutto, questo racconto è per la mia Rachele a cui auguro di assaporare, divenuta adulta, il mistero della Vita.

"Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza... percorreremo assieme le vie che portano all'Essenza.”

La quarantesima settimana è passata silenziosa e, nonostante senta che il mio cucciolo ed io siamo pronti per il vaggio che ci attente, qualcosa mi blocca..non so cos'è ma sta facendo da muro, non mi permette di lasciarmi andare al nostro incontro.

Mercoledì 29 febbraio vado all'incontro con Rosaria dove mi rilasso, prendo tempo per me e la mia pancia, stacco dal nervosismo e dall'ansia che mi gira attorno, dalla tensione di Rachele che da un pò è inquieta.

Lei sente, lei sa che qualcosa sta cambiando. E mi cerca, mi risucchia finchè può.

Rosaria (la mia ostetrica) mi tranquillizza, come sempre... come una madre. Mi visita e sorride... collo chiuso e posteriore ma c'è tempo, non c'è fretta. Il bimbo sta benone, galoppa sicuro e determinato il suo cuore!

Parliamo, scherziamo, ci rilassiamo vedendo un documentario... e sarà quello che probabilmente mi farà capire che non c'è nulla da temere, che la Vita sa farsi spazio da sola... basta permetterglielo!

Giovedì 1 marzo. Sono serena finalmente, so che siamo pronti da un pezzo e mi lascio andare, allontano le paure che non ci servono, tengo per me l'emozione e la felicità di un primo appuntamento, il desiderio di vedere finalmente il piccolo nanetto che prepotentemente è entrato nella nostra vita e che è rimasto aggrappato a me nonostante le difficoltà dei primi mesi.

La sera le contrazioni si fanno sentire, ma non ci faccio troppo caso, ho persone a casa e mentre cuciniamo la pizza simulo un mal di schiena fastidioso che mi fa passara tanto tempo sulla palla.

La notte piano piano i dolori diminuiscono, Rachele è inquieta, non sta bene, vuole ancora la sua mamma tutta per sè... Le concedo il tempo di cui ha bisogno per accettare il passaggio, mi dedico completamente a lei e il cucciolo nella pancia rispetta questo tempo... se ne sta buono, senza più scalciare, senza più puntarsi tra le mie costole e attende... ormai manca poco, lo sa... e attende.

Alle 5 del 2 marzo Rachele si addormenta, stanca ma serena, e le contrazioni riprendono il loro ritmo, la loro danza. Penso sia ancora presto, in fin dei conti sono irregolari e io sto così bene...

Faccio una doccia, mi rilasso, mi muovo sulla palla, respiro..e sono serena. Avviso Rosaria, le dico che ho contrazioni dalla sera prima ma che può fare con calma perchè sono tranquilla... non c'è fretta. Avviso il marito, è a Como e se vuole vedere nascere il figlio dovrà perdere questa giornata di lavoro. Avviso mia sorella che desiderava stare insieme a me e che sarà una spalla silenziosa e coraggiosa.

Rosaria arriva con Caterina alle 9 del mattino, la casa è silenziosa e calda, mi sento al sicuro e il sorriso di Rosaria mi conferma che andrà tutto bene. Le tapparelle sono abbassate ed è accesa solo la mia lampada di carta di riso..mi sento immersa nella quiete e intimamente ringrazio le mie compagne che sussurrano per non spezzare l'armonia che, sento, abbiamo già raggiunto. Rosaria mi fa la prima ed unica visita in travaglio, stupita mi dice che sono a 4 centimetri..sorride, siamo sulla buona strada.

Il tempo passa, chiacchieriamo tra una contrazione e l'altra, ogni tanto ripeto quanto sono felice, sento che sto iniziando a mollare gli ormeggi.."l'altro pianeta" che Rosaria ricorda sempre, e in cui ogni donna in travaglio dovrebbe rifugiarsi, è la mia destinazione.

Le contrazioni incalzano, mi alzo dal divano su cui sono stata fin d'ora e mi appoggio al tavolo, dondolo e canto..Rosaria e Caterina danzano e cantano insieme a me. Mi abbracciano da davanti e da dietro con le mani sui miei fianchi, mi sento sicura tra queste donne che hanno fiducia in me e nel mio bambino. Rachele ora è sveglia e mia suocera viene a prenderla perchè è spaventata dai miei vocalizzi, piange e mi cerca ma io non posso darle quello che vuole. Sono ormai in viaggio, non posso tornare in dietro nè fermarmi..si va avanti e anche spediti!

Rosaria capisce che sono a dilatazione completa e mi dice di mettermi qualcosa di comodo (sono ancora con i pantaloni e la maglietta che avevo indossato dopo la doccia!). "Non vorrai farmelo nei pantaloni!?!?" mi dice scherzando, io sorrido ma a quel punto realizzo che ora è il momento più difficile, quello in cui dovrò essere più forte... La paura mi assale, chiedo a Rosaria se ce la farò, le dico che non sono abbastanza forte. Lei mi rincuora, mi sostiene, mi riporta al mio bambino che vuole nascere e che io aiuterò a nascere, mi dice che non c'è fretta, che loro sono lì per me, che nessuno mi impedirà di fare ciò che sento. Mi sprona ad avere pazienza e fiducia..pazienza e fiducia..me lo ripeterà per tutto il tempo, fino alla fine... Pazienza e Fiducia. Mi aiutano a cambiarmi, mi portano in bagno per poter spingere meglio..ma io sono spaventa, ho paura del dolore, ho paura del passaggio, ho paura dell'ignoto. E mi aggrappo a Rosaria e Caterina, urlo dal dolore, dalla paura. Non percepisco più il tempo e lo spazio, ho ricordi sporadici e poco nitidi..so che col tempo ricorderò meglio. Ricordo che ho rotto le acque come un palloncino che scoppia... sono limpide, trasparenti, profumate. Il bambino sta bene, ma noi già sappiamo che sta bene. Il suo cuore batte forte e sicuro senza sbavature, è forte il mio bimbo, più forte della sua mamma.

Continuo a danzare e cantare, "ascolta il tuo corpo" mi dice Rosaria e mi impegno..lo faccio, chiudo gli occhi e cerco di lasciarmi andare a queste onde potenti che mi assalgono, mi faccio trasportare, mi faccio trapassare. Torniamo sul divano ed io mi metto per terra, carponi..sto bene solo così. Ora non sento più il dolore delle contrazioni ma un forte, fortissimo dolore alla schiena che mi riempie la testa. L'unico modo per alleviarlo è spingere, spingere forte..l'unica posizione in cui riesco a stare è per terra. La testa e le braccia spingono contro il divano, i piedi contro i piedi di Rosaria che fanno resistenza ai miei.

Ora non grido, non canto, non parlo, spingo e basta..il dolore alla schiena è terribilie, cerco di risposare tra una contrazione e l'altra mentre le mie donne mi incintano che la testa è lì, che ce la stiamo facendo, che stiamo per conquistare al mondo. Caterina (credo) mi massaggia incessantemente la schiena con l'olio, Rosaria mi poggia sul perineo panni caldi per rilassarlo..è teso, me lo dice, devo lasciarmi andare. Mia sorella mi bagna la fronte, mi sorregge tra una spinta e l'altra. La testa scende ma lentamente, sto andando contro la forza di gravità ma solo così riesco ad affrontare il dolore alla schiena. Rosaria mi propone di sedermi sul divano, che così potrò aiutare la testa a sendere meglio..ma io rifiuto, ho il terrore di spostarmi, rifiuto un paio di volte ma poi cedo.

"Nasci" grido al mio bimbo "ti prego... la tua mamma non ce la fà più!"

E così, con Caterina e Roberta al mio fianco e Rosaria pronta ad accogliere il mio bambino, in un paio di spinte è nato il mio nanerottolo. Testa e corpo sono usciti insieme, la sensazione di liberazione mi ha invasa e il dolore sparito. In quel momento il mondo si è fermato, non c'era più posto per la paura e lo sconforto, non un spazio per il senso di inadeguatezza e di sconfitta.

Nessuna tristezza ha attraversato il mio cuore, nessun dubbio di non essere abbastanza forte ha sfiorato i miei pensieri. Nessuna mano fredda ha accolto il mio bambino, nessuna luce ha accecato il suo timido sguardo. Nessuno lo ha separato dalla sua mamma, nessuno ha scelto per noi cosa fare e cosa non fare. Il silenzio e i sorrisi ci hanno circondato, la gioia e la commozione per una vita che sboccia ha invaso la nostra casa.

Mino è arrivato 10 minuti dopo la nascita di Giacomo. Non lo ha visto nascere ma ha visto la gioia e la soddisfazione nei miei occhi, ha guardato il figlio senza che un vetro li separasse e ha toccato la sua pelle calda e i suoi capelli morbidi..e questo gli è bastato.

"..ed io avrò cura di Te."


Simona

Nessun commento:

Posta un commento